Al Tokyo Auto Salon ha debuttato la Honda NSX Tribute di Italdesign: base ibrida moderna, look ispirato agli anni '90 e dettagli esclusivi dedicati al mitico Ayrton Senna.
Tra le novità più significative del Tokyo Auto Salon 2026? Indubbiamente la Honda NSX Tribute by Italdesign, una serie ultra-limitata prodotta con il pieno avallo della casa madre. Più che un restomod o una celebrazione del passato, questo modello rappresenta un ponte temporale volto a commemorare tre momenti cruciali nella storia sportiva del brand: il debutto della prima NSX trentacinque anni fa, i 30 anni trascorsi dal successo di classe alla 24 Ore di Le Mans e i 60 anni dalla prima vittoria Honda nel circus della Formula 1.
L’obiettivo di Italdesign non è stato semplicemente quello di restaurare il passato, bensì di gettare un ponte culturale tra l'Italia e il Giappone, una sinergia nata lontano nel tempo, precisamente nel 1968. Il team di design e ingegneria della factory di Moncalieri ha lavorato partendo da una base tecnica moderna, ovvero la seconda generazione della supercar ibrida prodotta tra il 2016 e il 2022, per trasformarla radicalmente sia nelle linee esterne sia nei dettagli dell'abitacolo, rendendo un omaggio filologico all'icona degli anni Novanta che fu sviluppata con il contributo fondamentale del leggendario Ayrton Senna.
Il lavoro degli exterior designer di Italdesign, guidati dal responsabile del design Joaquin Garcia e sviluppato operativamente da Cristiano Fracchia e Gaspare Conticelli, si è concentrato sulla ricerca di un perfetto equilibrio visivo. La carrozzeria della supercar giapponese è stata completamente ridisegnata, ripulendola dalle linee tormentate del modello moderno per ritrovare la purezza affilata ed essenziale della prima generazione. Il frontale abbandona le geometrie articolate per riproporre la caratteristica conformazione ad "H" tipica del family feeling Honda dell'epoca. Un tocco magistrale è dato dai gruppi ottici a LED anteriori: non potendo utilizzare i fari a scomparsa a causa delle attuali normative di omologazione stradale, i progettisti hanno introdotto delle originali "palpebre" fisse, incastonate in una carenatura nera che conferisce al muso una profondità visiva e un'aggressività d'altri tempi.
Osservando il profilo della vettura, spicca la sofisticata suddivisione dei volumi su più livelli cromatici e funzionali. La parte inferiore è interamente dedicata alla gestione aerodinamica dei flussi, il corpo centrale è levigato e privo di elementi superflui, mentre il cockpit superiore sembra quasi galleggiare sulle appendici laterali. Ma l'elemento che più cattura l'attenzione degli appassionati è senza dubbio il monumentale "roof scoop", ovvero la grande presa d'aria sul tetto che si ispira direttamente alla rarissima e leggendaria versione omologata da gara del 2005, la NSX-R GT. Anche il retrotreno è stato oggetto di una reinterpretazione totale: lo spoiler a ponte della prima serie è stato trasformato in un anello luminoso continuo e flottante, sospeso sulla coda, che integra in un unico elemento strutturale la firma luminosa posteriore e la funzione aerodinamica di deportanza.
Al di là del nuovo impatto visivo, caratterizzato dalla livrea bicolore nella celebre tinta Championship White NH0, storica firma delle varianti Type R e delle vetture da corsa della casa, la Tribute conferma la ciclistica e la meccanica della NSX di seconda generazione. Sotto la carrozzeria si mantiene quindi intatta la piattaforma originaria, basata sul powertrain ibrido con motore V6 biturbo da 3,5 litri collocato in posizione centrale e supportato da tre unità elettriche. Il sistema eroga complessivamente 581 CV e 646 Nm di coppia massima, gestiti dal cambio a doppia frizione e dalla trazione integrale SH-AWD.
L'abitacolo, curato dagli interior designer Alessandro Trombin e Alessandro Rota, mantiene l'impostazione ergonomica di serie ma viene impreziosito da materiali nobili come l'Alcantara e la fibra di carbonio a vista, con diverse opzioni di personalizzazione sartoriale per i fortunati clienti. L'atmosfera racing è arricchita da dettagli densi di significato emotivo. All'interno della plancia spiccano infatti dei richiami espliciti ad Ayrton Senna, l'uomo che con i suoi preziosi test sulla pista di Suzuka definì la perfetta dinamica di guida della prima NSX: tra questi, un piccolo casco posizionato sulla plancia e il celebre numero 12, simboli indelebili che celebrano il legame eterno tra il campione brasiliano e la stirpe delle supercar giapponesi.
La creazione della Honda NSX Tribute ha richiesto un approccio ingegneristico radicalmente diverso rispetto ai tradizionali progetti di carrozzeria speciali. Italdesign ha implementato un sistema di sviluppo simultaneo, lo stesso utilizzato per i programmi di pre-serie dei grandi costruttori automobilistici (OEM). Questo significa che i vincoli di design, i flussi aerodinamici, le logiche costruttive dei pannelli in fibra di carbonio e i rigidi requisiti di omologazione internazionale sono stati gestiti contemporaneamente fin dal primo bozzetto cartaceo. Non si tratta di una concept car da salone fine a se stessa, ma di una vettura stradale finita, conforme agli standard di sicurezza attuali e pronta per essere guidata su strada o in pista dai collezionisti più esigenti del pianeta.
La produzione di questo gioiello italo-giapponese avverrà in una serie ultra-limitata curata direttamente nei reparti di produzione artigianale di Italdesign a Torino. L'atelier si occuperà di trasformare esemplari esistenti della seconda generazione di NSX, lavorando esclusivamente su configurazioni con guida a destra (RHD), come richiesto per il mercato asiatico e britannico dove risiede gran parte dei collezionisti interessati. Ogni singola vettura sarà numerata e certificata, garantendo un valore collezionistico immenso nel tempo. La NSX Tribute dimostra così come le competenze artigianali italiane possano prendere un'icona tecnologica orientale e proiettarla nel futuro, creando un oggetto d'arte semovente capace di emozionare sia per la raffinatezza estetica sia per le prestazioni mozzafiato sul quarto di miglio e nei cordoli dei circuiti internazionali.