Ferrari Luce

1040 CV e design LoveFrom per la prima “Rossa” elettrica

Ferrari Luce

Quattro motori, trazione integrale predittiva e palette al volante per simulare il motore termico. Maranello entra nel futuro senza rinunciare all'emozione.

Il design di rottura firmato LoveFrom

Settantanove anni fa, sulle curve delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S guidata da Franco Cortese tagliava per prima il traguardo del Gran Premio di Roma, dando inizio al mito del Cavallino Rampante. Ora, a quasi otto decenni da quel 25 maggio 1947, la Casa di Maranello ha scelto la stessa città per aprire l'era più complessa e audace della sua storia. Nella cornice futuristica della Vela di Calatrava alla Città dello Sport, è stata infatti svelata la Ferrari Luce, la sua prima Gran Turismo a trazione interamente elettrica. Un progetto nato da oltre 60 brevetti industriali, sviluppato attingendo a piene mani dalle tecnologie nate per il campionato del mondo endurance (WEC).

L'obiettivo dichiarato dagli ingegneri? Capovolgere il paradigma delle auto a batteria ad alte prestazioni, offrendo un'esperienza dinamica ed emozionale che non faccia rimpiangere il sound del motore termico. La Ferrari Luce nasce infatti sotto il segno dell'indipendenza. Ogni elemento chiave, compresi i motori e il generoso pacco batteria da 122 kWh, è farina del sacco di Maranello.

Per rassicurare i collezionisti sulla longevità dell'investimento, debutta inoltre il programma "Ferrari Forever". Una soluzione pronta a garantire non solo l'assistenza ufficiale nel tempo, ma anche la possibilità di aggiornare l'accumulatore con celle di nuova generazione e geometrie differenti, proteggendo il valore storico del mezzo.

Per disegnare le linee della Luce, Maranello ha rotto una tradizione consolidata, bypassando il Ferrari Design Studio guidato da Flavio Manzoni. Lo stile è stato infatti affidato a LoveFrom, il celebre collettivo di design fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson. Il risultato è un linguaggio visivo di netta rottura, dominato da geometrie pulite e superfici levigate. L'elemento visivo centrale è la "glass house", una cellula abitativa a forma di conchiglia che scivola fluidamente fin sotto la linea di cintura dell'auto. Ogni ala o appendice aerodinamica, sia all'anteriore che al posteriore, è pensata per ripulire i flussi d'aria e abbattere la resistenza all'avanzamento.

I fari stessi sono integrati in pannelli trasparenti strutturali: quando l'auto è spenta rimangono invisibili, mentre da accesi i proiettori circolari posteriori richiamano la pulizia di icone come la 360 Modena e la 458 Italia. L'impatto visivo a terra è imponente, grazie a cerchi in lega da 23 pollici davanti e 24 dietro – i più grandi mai visti su una Ferrari stradale – disponibili sia in configurazione forgiata classica a 5 razze aperte, sia in una versione "chiusa" a turbina per massimizzare l'efficienza aerodinamica.

La rivoluzione dell'abitacolo a cinque posti

La rivoluzione elettrica ha permesso di stravolgere anche l'architettura interna, liberando l'abitacolo dagli ingombri storici dei sistemi transaxle. La Luce è così la prima Ferrari a quattro porte a offrire cinque sedili singoli a regolazione elettrica. L'ambiente è un trionfo di pelle italiana e Alcantara, reso luminosissimo grazie a vetri ad alta precisione realizzati con Corning. La plancia gioca sul perfetto equilibrio tra analogico e digitale: il quadro strumenti, solidale al piantone dello sterzo, è sviluppato in esclusiva con Samsung e sfrutta la tecnologia OLED multistrato, con tre quadranti fisici incastonati in ghiere di alluminio anodizzato riciclato.

Al centro svetta uno schermo touch OLED da 12 pollici, regolabile tramite un'impugnatura in alluminio. Maranello va controcorrente rispetto alla concorrenza mantenendo tasti fisici e leve meccaniche per le funzioni principali come il climatizzatore. Sul tunnel centrale spicca la chiave in vetro Corning Gorilla con display a inchiostro elettronico (E Ink) a zero consumo. L'esperienza a bordo è completata da un impianto audio High-End da 3000 W con 21 altoparlanti, inclusi tweeter a nastro e diffusori ultrapiatti integrati nel tetto, gestiti dal software proprietario Ferrari Audio Director con 5 calibrazioni preimpostate.

Powertrain da 1040 CV e gestione dinamica

A spingere la Ferrari Luce ci pensano quattro motori elettrici sincroni a magneti permanenti a flusso radiale, montati singolarmente su ciascuna ruota. Si tratta di unità capaci di frullare a regimi di rotazione impressionanti: 30.000 giri al minuto all'avantreno e 25.500 giri al retrotreno. La scheda tecnica parla chiaro: la potenza totale è di 1040 CV per una coppia massima di 990 Nm. Le prestazioni sono da hypercar, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 2,5 secondi, lo 0-200 km/h in 6,8 secondi e una velocità di punta che supera i 310 km/h. Per combattere la tipica perdita di spinta dei motori elettrici alle alte velocità, i tecnici hanno brevettato una logica di gestione dinamica che simula la progressione lineare di un motore aspirato attraverso le palette al volante a innesto magnetico. Tirando la paletta destra si incrementa la coppia disponibile, mentre la sinistra gestisce il freno motore e la rigenerazione in frenata.

L'intero sistema viaggia su un'architettura a 800 V che sfrutta inverter compatti e convertitori CC/CC derivati dalle corse, con un'efficienza superiore al 98%. Grazie anche a griglie anteriori attive che si aprono solo quando serve raffreddare i radiatori, la Luce mette a segno il coefficiente di resistenza (Cx) più basso mai registrato da una Ferrari stradale, promettendo un'autonomia di circa 530 km con una singola carica. Alla colonnina, la batteria supporta la ricarica ultra-rapida in corrente continua fino a 350 kW. Per compensare il peso importante delle batterie, il telaio integra l'accumulatore sotto il pianale usandolo come elemento strutturale. La scocca in alluminio incrementa la rigidezza flessionale del 25% e quella torsionale del 35% rispetto alle precedenti quattro posti del marchio.