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Autodromo di Monza: polemiche e F1 a rischio

In scadenza il contratto tra FOM e l'autodromo di Monza

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La notizia ha già fatto eco in tutto in mondo e noi non possiamo fare altro che esserne passivi spettatori. La F1 a Monza è davvero a rischio? Con il contratto tra l'autodromo di Monza e FOM in scadenza nel 2016 il destino di uno degli autodromi permanenti più antichi al mondo (insieme a Indianapolis, Spa-Francorchamps, Brooklands e a Montlhéry) è a rischio. Rapido è stato il diffondersi della notizia e la prima reazione è stata da parte del sindaco di Monza Roberto Scanagatti:

"Le dichiarazioni di Ecclestone, oltre a essere sprezzanti nei confronti dello storico circuito di Monza, fanno emergere il suo vero pensiero sulla massima competizione automobilistica mondiale, che per altro governa da tempo immemorabile: e cioè che anche lui si è accorto che la Formula 1 è diventata un po' noiosa e per questo non garantisce più l'audience di una volta, perdendo colpi dal punto di vista commerciale. Vuol proprio dire che Ecclestone ha fatto il suo tempo e che sarebbe ora che lasciasse il posto a qualcun altro, magari più in grado di coniugare innovazione, redditività ma soprattutto la passione che la manifestazione continua a scatenare in milioni di appassionati. Il Gran Premio non si tocca".

Parole sicuramente dure, che fanno però trasparire l’attaccamento e la fede nei confronti dello storico circuito, portando però a galla un problema ormai evidente che connota la F1 in Italia, commentato dallo stesso Ecclestone: “"Le audience sono più basse in Italia che altrove. I canali tv si sono frazionati col digitale, ci sono Twitter, Facebook e altri mezzi di comunicazione, i giovani sono distratti. Come far crescere gli ascolti italiani? Se la Ferrari iniziasse a piazzarsi prima e seconda in qualifica e gara... Le audience salirebbero ovunque, la Ferrari è una passione mondiale". Problema solo di audience questo riguardante l'autodromo di Monza quindi? Non secondo Ecclestone, che rincara la dose, sottolineando come la F1 sia soprattutto composta da uomini, e non da vetture:

“La F1 tuttavia è principalmente un discorso di uomini, eroi del volante che catalizzano l'attenzione più della tecnica. I piloti dovrebbero fare di più. Invece sono costretti a firmare contratti in cui i team li possono controllare ogni istante del giorno. E perdono spontaneità, freschezza, mentre dovrebbero essere liberi di parlare senza freni, con la stampa, col pubblico. Prendiamo Raikkonen: personaggio bellissimo, imprevedibile, dal quale ti aspetti sempre la risposta originale. Ma deve assoggettarsi a dichiarazioni scontate, per cui sai già cosa ti dirà. Alonso? Parla come un politico...Potesse esprimersi liberamente, chissà quante cose divertenti e interessanti scopriremmo. Io ho avuto in Brabham gente come Lauda e Piquet e non mi sono mai sognato di metter loro la museruola".

Le parole di Bernie Ecclestone sono quindi un chiaro monito per una F1 i cui meccanismi non funzionano più a dovere e dove imprescindibile deve essere un miglioramento del contesto, rischio il crollo non solo nel contesto italiano, ma persino mondiale. Tanti sono quindi i commenti che si sono rincorsi in questi giorni e aspre le polemiche ad Ecclestone, che comunque, con i suoi quasi 84 anni, rappresenta il personaggio che più di ogni altro al mondo ha cambiato il panorama della F1 e, in questo momento, ne ha evidenziato le evidenti criticità nel contesto italiano, forse ormai poco propenso a supportare la Formula 1 e i suoi piloti. L’Autodromo di Monza però non vive di parole e politica ma vive di storia, monoposto, piloti e soprattutto del suo pubblico. Non possiamo quindi che continuare a supportare e a sostenere questo grande circuito che ci ha fatto provare tante emozioni.

Pubblicato il: Ultima modifica: 02/07/2015 13:29:35 logo caraffinity.it Magazine: carAffinity
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