FIAT RITMO: 40 ANNI FA L'ESORDIO

Un tuffo nella storia della prima auto moderna targata Fiat

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Doveva chiamarsi 138 e avrebbe dovuto sostituire la 128. Poi, però, si optò per il nome “Ritmo” e da allora è storia. Oggi, la prima vera auto moderna della Fiat, che conquistò in breve tempo il mercato italiano e non solo, avrebbe celebrato un anniversario importante: ben quarant’anni di onorata carriera.

Sì perché era il 1978 quando la casa torinese decideva di mettere sul mercato un’auto diversa da tutte le altre e che aveva l’arduo compito di contrastare l’avanzata della Golf.

Il design doveva essere ben riconoscibile e così fu. Figlia dei robot, l’auto si faceva notare per uno stile decisamente originale, con caratteristici scudi paraurti che coprivano l’intera superficie del frontale e della coda integrando fanaleria, targhe, griglie di aerazione e scritte identificative. Obiettivo che venne centrato su tutti i fronti e garantì un buon numero di vendite in Italia.

Anche i cerchi erano molto insoliti per l’epoca, con disegni creativi diversi a seconda degli allestimenti. E per la prima volta nella storia della Fiat, un modello veniva chiamato con un nome piuttosto che con un numero.

L’esordio fu estremamente positivo, tanto da far pensare di poter vendere la vettura anche negli Stati Uniti. Fiat ci provò presentandola con il nome di “Strada”, ma i risultati furono molto deludenti. D’altra parte l’auto presentava diverse pecche e difetti, che sicuramente furono migliorati nella successiva versione del 1982.

La nuova Ritmo era innanzitutto più leggera di 70 kg, più rigida e non si perforava più a causa della ruggine. Un’auto finalmente matura e che presentava anche una gamma di motorizzazioni interessante. Alle versioni base a benzina, 60, 70 e 85, che erano abbinate rispettivamente a un 1.1, un 1.3 e un 1.5, si aggiungeva la sportiva 100 (1.6 di cilindrata) e la Abarth 130 TC, che era in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 8 secondi e sfiorava i 200 orari. Un’auto unica per quel periodo, che partecipò e dominò anche diversi campionati sportivi europei del Gruppo N.

A queste motorizzazioni si affiancavano anche le motorizzazioni diesel, 1.7 aspirato da 60 CV e 1.9 turbo da 80 CV. Nel 1985, invece, fu la volta della terza serie, che aveva una calandra più sporgente, maniglie delle porte rettangolari invece che tonde e targa spostata in basso, in mezzo al paraurti. A febbraio 1986 fece invece il suo debutto la prima Turbodiesel di casa Fiat, con motore 1.9 da 80 CV e 170 km/h.

Da non dimenticare anche la cabriolet e la versione Energy Saving , modello che presentava una serie di modifiche estetiche e meccaniche che avevano l’obiettivo di ottimizzare i consumi garantendo l’efficienza. E proprio dalla Ritmo derivarono la Seat Ronda e la stessa Regata, un modello così simile da essere omologato come versione derivata.

Il 1988 fu l’ultimo anno di carriera per la Ritmo che, dopo aver venduto oltre due milioni di esemplari, lasciava spazio alla Tipo, un’altra auto che avrebbe fatto la storia e il successo del marchio.

Pubblicato il: Ultima modifica: 07/03/2018 14:56:48 logo caraffinity.it Magazine: carAffinity
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